Cos’è un Esempio Pratico della Definizione di Drawdown?
Definizione e concetto fondamentale
Il drawdown è una misura di quanto un valore scende rispetto a un massimo precedente. Nelle discussioni finanziarie, viene solitamente calcolato come variazione da un massimo a un minimo dell’equity di un conto (o di un’altra serie di “valore” scelta).
Un esempio pratico inizia dichiarando con precisione gli input:
- Serie dell’equity: la sequenza dei valori del conto nel tempo (numeri che potresti ricavare dal tuo estratto conto o da un risultato di backtest).
- Massimo (peak): il valore massimo dell’equity osservato prima del minimo successivo.
- Minimo (trough): il valore minimo dell’equity osservato dopo quel massimo (fino al prossimo nuovo massimo, se stai analizzando il massimo drawdown).
Formati comuni di output:
- Drawdown assoluto = Massimo − Minimo
- Drawdown percentuale = (Massimo − Minimo) / Massimo
Esempio numerico pratico (con assunzioni esplicite)
Supponiamo quanto segue, notando che queste sono scelte da applicare in modo coerente:
- Misuriamo l’equity una volta al giorno a un orario specifico.
- L’equity include i profitti e le perdite non realizzati e quelli realizzati, e riflette già costi e finanziamenti rilevanti che influiscono sul valore del conto.
- Definiamo l’episodio di drawdown come il periodo compreso tra il giorno del massimo e il giorno del minimo.
Consideriamo ora una cronologia ipotetica dell’equity (scelta a scopo illustrativo, non basata su dati reali):
- Giorno 1, equity (massimo) = 10.000
- Giorno 2, equity = 9.700
- Giorno 3, equity = 9.200 (minimo)
Passo dopo passo:
- Massimo = 10.000
- Minimo = 9.200
- Drawdown assoluto = 10.000 − 9.200 = 800
- Drawdown percentuale = 800 / 10.000 = 0,08 = 8%
Se si desidera calcolare il massimo drawdown su un periodo più lungo, si devono calcolare i drawdown per ogni episodio massimo-minimo e selezionare poi il drawdown percentuale peggiore (il più alto) osservato nell’intero dataset.
Come funziona e cosa può andare storto
La meccanica è semplice, ma l’interpretazione dipende da come si misurano gli input. Tra le principali limitazioni e punti critici:
- La frequenza di misurazione modifica il risultato: se si campiona l’equity giornalmente, si potrebbero perdere massimi/minimi intraday, sottostimando l’effettiva oscillazione da massimo a minimo.
- Ciò che include l’“equity” è variabile: alcune serie potrebbero escludere determinati flussi di cassa o costi, alterando massimi e minimi.
- I confini dell’episodio sono importanti: scegliere la regola del “prossimo nuovo massimo” influenza quali minimi appartengono a quali massimi.
- Costi ed esecuzione possono distorcere il confronto: se l’equity in un caso include costi, spread o slippage diversi, i confronti di drawdown possono essere fuorvianti.
- Le relazioni storiche non garantiscono il comportamento futuro: gli andamenti passati di drawdown non assicurano che quelli futuri saranno più piccoli, più grandi o simili.
Verifica e prossima domanda da porsi
Per verificare in modo indipendente una definizione di drawdown, assicurati che ogni calcolo riporti chiaramente:
- la serie di valori utilizzata (equity, balance o un’altra misura),
- la frequenza di campionamento temporale (giornaliera, oraria, tick, ecc.),
- la regola di selezione del massimo (massimo prima del minimo),
- e se riporta il drawdown assoluto, percentuale o il massimo drawdown.
Una buona domanda successiva è: “La definizione di drawdown riportata nella mia fonte corrisponde alle mie scelte di misurazione, o ne altera l’interpretazione?”