Cosa significa mantenere le posizioni perdenti
Mantenere le posizioni perdenti è il comportamento di tenere aperta una posizione in perdita invece di chiuderla dopo che si muove contro di te. In termini pratici, continui a “portare” la posizione mentre il risultato non realizzato è negativo, di solito perché ti aspetti che la posizione migliori più avanti.
Un esempio svolto può separare due aspetti:
- Meccaniche stabili: come cambiano profitti/perdite con il movimento del prezzo e con i costi.
- Condizioni variabili: movimento del mercato, qualità dell’esecuzione e altri fattori che cambiano nel tempo.
Poiché qui non si assumono dati reali di mercato, l’esempio usa numeri chiari e dichiarati.
Come funzionano le meccaniche
Per fare un esempio svolto, supponi una semplice configurazione “long” in cui compri prima e vendi più tardi, e calcoli il profitto/perdita dalla variazione di prezzo.
Assunzioni (dichiarale esplicitamente):
- Apri una posizione a un prezzo di ingresso di 1.2000.
- La chiudi a un prezzo di uscita successivo.
- La mantieni per un certo tempo (il tempo stesso non è un input di calcolo; influisce solo su quale prezzo di uscita si verifica).
- Sostieni un costo per operazione (ad esempio spread/commissioni/commissioni) che viene pagato quando apri o chiudi. Per semplicità, usa un unico importo totale di costo.
Esempio di input:
- Prezzo di ingresso: 1.2000
- Prezzo di uscita (esito dello scenario): 1.1980 (il mercato si è mosso contro la posizione)
- Dimensione della posizione (nozionale): 10,000 unità
- Costo totale di transazione: 10 (in unità di valuta del conto)
Meccaniche di profitto/perdita (semplificate):
- Differenza di prezzo = Uscita − Ingresso = 1.1980 − 1.2000 = −0.0020
- Perdita sul nozionale (modello proporzionale semplificato) = −0.0020 × 10,000 = −20
- Risultato netto = −20 − 10 = −30
In questo scenario, “mantenere le posizioni perdenti” significa che sei rimasto in una posizione in cui eri già in perdita e poi sei uscito a un prezzo peggiore rispetto all’ingresso.
Scenario svolto: mantenere vs chiudere
Ora confronta due percorsi usando lo stesso ingresso iniziale e la stessa assunzione sui costi di transazione.
Assunzioni condivise:
- Prezzo di ingresso: 1.2000
- Nozionale: 10,000 unità
- Costo totale di transazione: 10
Opzione A: chiudi subito (assumi un’uscita immediata)
- Prezzo di uscita: 1.2000 (nessun movimento di prezzo)
- Differenza di prezzo = 0.0000
- Risultato di trading prima dei costi = 0
- Risultato netto = 0 − 10 = −10 (paghi comunque i costi)
Opzione B: mantieni il perdente ed esci più tardi a un prezzo peggiore
- Prezzo di uscita: 1.1980
- Differenza di prezzo = −0.0020
- Perdita prima dei costi = −0.0020 × 10,000 = −20
- Risultato netto = −20 − 10 = −30
Cosa mostra questo: mantenere una posizione in perdita non “risolve” le meccaniche. Se l’uscita avviene dopo che il mercato si è mosso ulteriormente contro di te, le perdite possono diventare più grandi in un modo che deriva dalla variazione di prezzo dichiarata e dai costi.
Importante: se invece il prezzo di uscita fosse più alto del prezzo di ingresso, le stesse meccaniche produrrebbero un guadagno. L’esempio svolto non prevede quale caso accada; mostra solo come gli esiti dipendono dagli input.
Limiti rilevanti e modalità di fallimento
Ci sono alcuni limiti materiali che si applicano a qualsiasi esempio “mantenere le posizioni perdenti” come questo:
- Contano i costi e l’esecuzione. Se i costi sono più alti o l’esecuzione è peggiore di quanto assunto, i risultati netti cambiano anche con lo stesso prezzo di ingresso e di uscita.
- Il tempo non garantisce il recupero. Più aspetti, più modi ci sono perché il prezzo di uscita si muova; non esiste una regola secondo cui le perdite non realizzate torneranno a migliorare.
- Le assunzioni nascoste cambiano la risposta. Ad esempio, fare averaging nelle perdite, cambiare la dimensione della posizione, chiusure parziali o modelli di commissioni diversi richiederebbero un modello di calcolo differente.
- Le modalità di fallimento comportamentale possono rafforzare l’errore. I pattern comuni includono chiusure ritardate, inerzia decisionale e diventare ancorati al prezzo di ingresso originale invece che al rischio attuale.
Un modo pratico per verificare indipendentemente le meccaniche è ricomputare il profitto/perdita dalla stessa formula usata sopra (differenza di prezzo per il nozionale, meno i costi dichiarati) usando gli stessi prezzi di ingresso e di uscita dichiarati.
Verifica e prossima domanda
Se vuoi verificare in modo indipendente il concetto e i suoi limiti, riscrivi l’esempio svolto con le tue assunzioni per:
- prezzo di ingresso,
- prezzo di uscita,
- dimensione nozionale (o un modello proporzionale diverso),
- costi totali di transazione.
Poi valuta due scenari: uno in cui esci prima e uno in cui “mantieni il perdente” più a lungo. La verifica chiave è se il tuo calcolo cambia davvero a causa di prezzo e costi, piuttosto che per la convinzione che la posizione migliorerà.
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