Quali Sono i Limiti del Win Rate?
Risposta diretta
Il win rate è la percentuale di operazioni (o decisioni) che terminano con un risultato “vincente”. Il suo limite principale è che comprime molti dettagli in un singolo numero, nascondendo spesso l’entità delle vincite e delle perdite, l’impatto dei costi e il modo in cui è stata definita la “vittoria”. Per questo motivo, il win rate può apparire stabile mentre i risultati effettivi variano notevolmente.
Meccanismo e definizione
Per utilizzare il win rate, è necessario innanzitutto stabilire una regola chiara su cosa costituisca una vittoria. Esempi tipici includono:
- Un’operazione è una “vittoria” se il prezzo di uscita è superiore al prezzo di entrata.
- Un’operazione è una “vittoria” se raggiunge un livello obiettivo prima di un livello di stop.
- Un’operazione è una “vittoria” se il profitto netto dopo i costi è positivo.
Regole diverse possono produrre win rate diversi a partire dalla stessa attività sottostante. Il calcolo dipende anche da assunzioni come:
- Quali operazioni vengono incluse (solo quelle chiuse, o anche quelle annullate/modificate).
- Se le esecuzioni parziali o le modifiche manuali sono trattate in modo coerente.
- Se spread, commissioni, swap/finanziamento e altre spese sono incluse nei risultati “netti”.
Una volta effettuate queste scelte, il win rate si calcola come: numero di vittorie ÷ numero totale di risultati misurati.
Evidenza o esempio (con assunzioni)
Consideriamo due sistemi ipotetici su 100 operazioni, entrambi con un win rate del 50%.
- Il Sistema A vince in media +1 unità per vincita, ma perde in media −1,5 unità per perdita.
- Il Sistema B vince in media +1,5 unità per vincita, ma perde in media −1 unità per perdita.
Anche con win rate identici, il risultato medio può differire, poiché il win rate non tiene conto della distribuzione delle entità di vincita/perdita.
Un secondo punto di fallimento è che il win rate osservato può cambiare al variare dei costi. Se la “vittoria” è definita in base al movimento lordo dei prezzi (entrata vs. uscita), ma il risultato del conto include i costi operativi, un’operazione che sembra redditizia in termini di prezzo può diventare una perdita al netto delle spese. Questo divario può ridurre il vero win rate.
Limiti e rischi
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Mancanza della dimensione del payoff. Il win rate non indica se le vincite siano piccole e frequenti o grandi e rare. È possibile avere un win rate elevato che produce comunque risultati negativi se le perdite superano le vincite.
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La definizione di “vittoria” è fragile. Se si utilizza una regola diversa per definire la vittoria (basata sui prezzi vs. al netto dei costi, basata su obiettivo vs. basata sul periodo), il win rate può cambiare anche quando il comportamento del mercato rimane invariato.
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Costi ed esecuzione possono alterare i risultati. Slippage, spread variabili, ritardi e gestione degli ordini possono trasformare “vittorie” marginali in perdite. Il win rate è quindi sensibile alla realismo del processo di misurazione.
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Campioni ridotti sono rumorosi. Con dati limitati, una serie di operazioni può distorcere il win rate. Una finestra di test breve può sopravvalutare la stabilità e non rappresentare adeguatamente il comportamento a lungo termine.
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Non stazionarietà: le relazioni possono cambiare. Le frequenze storiche non garantiscono risultati futuri. Cambiamenti nella volatilità, liquidità, intensità delle notizie o condizioni di regime possono alterare la probabilità di una vittoria, rendendo le stime passate del win rate meno predittive.
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Effetti di selezione nascosti. Se le operazioni vengono filtrate, modificate o incluse solo dopo una revisione, il win rate può riflettere il processo di selezione piuttosto che il metodo sottostante.
Verifica e prossima domanda
Un modo pratico per verificare il win rate è replicare il calcolo utilizzando una regola esplicita e coerente per definire la “vittoria”, includendo i costi operativi nei risultati netti quando rilevanti, e testando su più periodi con assunzioni chiaramente dichiarate. Se si scopre che il win rate è altamente sensibile a piccole variazioni nella definizione di vittoria, nei costi inclusi o nella finestra del campione, tale sensibilità è di per sé un’indicazione che il win rate da solo potrebbe essere una misura debole.
Una domanda utile successiva è: “Se il win rate è alto o basso, cosa implica ciò riguardo all’entità delle vincite/perdite e alla distribuzione dei risultati netti secondo le stesse identiche regole di misurazione?”