Cosa i principianti devono sapere sulle limitazioni del rapporto rischio-rendimento

Scopri cosa dovrebbero sapere i principianti: meccanismi, differenze, limitazioni e verifiche pratiche.

Cosa i principianti devono sapere sulle limitazioni del rapporto rischio-rendimento

Risposta diretta

Le limitazioni del rapporto rischio-rendimento significano che l’idea semplice di confrontare il rendimento potenziale con il rischio potenziale spesso non funziona nella pratica. I principianti dovrebbero considerare il rapporto rischio-rendimento come un modo per definire delle ipotesi, non come una garanzia sui risultati. Quando l’esecuzione reale, i costi e l’andamento del mercato differiscono dalle ipotesi usate per calcolare un rapporto, il risultato può essere meno favorevole del previsto.

Meccanismo e definizione

Il rapporto rischio-rendimento parte solitamente da due distanze misurate a partire da un prezzo di riferimento d’ingresso: una distanza di rischio (spesso collegata al livello in cui la posizione verrebbe chiusa per limitare la perdita) e una distanza di rendimento (spesso collegata al livello in cui la posizione verrebbe chiusa per realizzare un guadagno). Da queste distanze si calcola un rapporto, ad esempio: rendimento diviso rischio.

Un punto importante per i principianti è che ogni valore numerico del “rapporto rischio-rendimento” dipende dalle ipotesi che si adottano:

  • Il prezzo di riferimento usato per l’ingresso.
  • I livelli di stop e obiettivo ipotizzati.
  • Se si misurano le distanze in termini di prezzo, di pip o di percentuale.
  • Se si includono o meno i costi di transazione e gli effetti di esecuzione nel calcolo.

Se il calcolo ignora i costi (ad esempio commissioni ed effetti dello spread), il rischio reale e il rendimento reale possono discostarsi dal rapporto semplificato.

Esempio con ipotesi esplicite

Scenario (senza dati in tempo reale): Supponiamo di calcolare il rapporto rischio-rendimento assumendo in modo semplificato che ogni posizione si chiuda esattamente ai livelli pianificati di stop o di obiettivo, e che i costi di trading siano zero.

  • Distanza di rischio ipotizzata: 10 unità
  • Distanza di rendimento ipotizzata: 20 unità
  • Rapporto rischio-rendimento ipotizzato: 20/10 = 2

Possibile limitazione: se lo slippage o i tempi di esecuzione causano un’uscita sfavorevole oltre lo stop pianificato, la perdita effettiva può essere maggiore del “rischio” ipotizzato. Se i costi aumentano la differenza effettiva tra ingresso e uscita, il rendimento effettivo può essere inferiore al previsto.

Un altro punto critico è la definizione: persone diverse possono usare “rischio” e “rendimento” in modo non coerente (ad esempio, usando distanze senza convertirle nello stesso valore monetario). Questo può rendere fuorviante il confronto anche quando il rapporto sembra identico.

Limitazioni e rischi

Principali limitazioni che i principianti dovrebbero aspettarsi:

  1. Comportamento variabile del mercato: i movimenti di prezzo possono raggiungere lo stop e l’obiettivo in momenti diversi, e talvolta il mercato può muoversi in modi che rendono i livelli pianificati meno rappresentativi della realtà.
  2. Differenze nei costi e nell’esecuzione: spread, commissioni e slippage possono spostare il risultato effettivo rispetto a quanto ipotizzato dal rapporto.
  3. Sensibilità alle ipotesi: piccole variazioni nel prezzo di riferimento, nel posizionamento dello stop o nelle ipotesi sui costi possono alterare il rapporto effettivo tra rischio e rendimento.
  4. Storia non predittiva: un passato con alti rapporti o alti tassi di successo non garantisce risultati futuri, poiché le relazioni possono cambiare con la volatilità, la liquidità e le condizioni di mercato.

Un “punto di controllo” pratico è chiedersi, prima di ogni confronto, quali ipotesi esatte devono essere verificate affinché il rapporto rischio-rendimento corrisponda ai risultati effettivi. Se tali ipotesi non sono realistiche, la limitazione è già incorporata.

Verifica e prossima domanda

Per verificare autonomamente le limitazioni del rapporto rischio-rendimento, mantieni coerenti le definizioni e testa le ipotesi usate:

  • Ricalcola rischio e rendimento usando le stesse unità (termini di prezzo vs termini monetari) e gli stessi punti di riferimento.
  • Includi un modello di costo nel calcolo (al minimo, lo spread e qualsiasi commissione ipotizzata).
  • Considera uno scenario di esecuzione nel peggiore dei casi rispetto ai livelli pianificati (senza assumere perfezione).

Prossima domanda da esplorare: quale ipotesi specifica nel tuo calcolo del rapporto rischio-rendimento è più probabile che differisca dalla realtà nella tua situazione — i costi, i tempi di esecuzione o le definizioni dei livelli usate?

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