Cos’è un Esempio Pratico di Rischio a Percentuale Fissa?
Significato di esempio pratico: cos’è il “rischio a percentuale fissa”
Il Rischio a Percentuale Fissa è una regola di dimensionamento della posizione in cui si stabilisce una frazione costante del capitale del conto come perdita massima che si è disposti a tollerare per una determinata operazione. La meccanica di base è semplice: si sceglie una percentuale di rischio, si calcola l’importo del rischio nella valuta del conto, quindi si determina la dimensione della posizione che produrrebbe una perdita pari (o vicina) a tale importo di rischio nel caso si verifichi un movimento di prezzo predefinito.
In questo articolo, con “perdita massima pianificata” si intende un risultato modellizzato sotto determinate ipotesi. I risultati reali variano in base all’andamento del mercato e ai costi di trading.
Meccanismo: input e flusso di calcolo
Un esempio pratico richiede degli input. Un insieme tipico di ipotesi è:
- Capitale del conto (E): il valore del conto utilizzato per calcolare la percentuale.
- Percentuale di rischio (p): la frazione del capitale che si intende rischiare (ad esempio, 1%).
- Importo del rischio (R):
R = E × p. - Distanza di riferimento dello stop: il movimento di prezzo tra il livello di entrata di riferimento e il livello di stop (chiamiamolo D in unità di prezzo).
- Conversione dello strumento: come il movimento di prezzo si traduce in profitto/perdita per unità di dimensione (dipende dalle specifiche del contratto dello strumento e dal tasso di cambio).
Una distinzione fondamentale: la meccanica è stabile (l’aritmetica). Le condizioni di mercato/fornitore sono variabili (esecuzione, spread e comportamento effettivo dello stop rispetto al modello).
Esempio numerico completo
Di seguito è riportato un esempio numerico pratico. È intenzionalmente ipotetico e utilizza ipotesi semplificate in modo che i passaggi possano essere verificati autonomamente.
Assunzioni
- Capitale del conto: E = 10.000 (in valuta del conto).
- Percentuale fissa di rischio: p = 1%.
- Quindi importo del rischio: R = 10.000 × 0,01 = 100.
- Si supponga uno strumento quotato in modo tale che un movimento di prezzo di 1,0 corrisponda a 10 unità di profitto/perdita per 1 unità di posizione.
- Si prevede un modello di uscita in cui la distanza dello stop è D = 2,5 unità di prezzo rispetto al livello di entrata.
Queste assunzioni riguardano l’impostazione dell’esempio, non un prezzo in tempo reale.
Passo dopo passo
- Calcolo dell’importo del rischio:
R = 100. - Calcolo della perdita per 1 unità di posizione dal modello di stop:
- Se 1 unità di posizione perde
10 × (movimento di prezzo), allora perD = 2,5: - Perdita per 1 unità =
10 × 2,5 = 25.
- Se 1 unità di posizione perde
- Calcolo della dimensione della posizione (unità) in modo che la perdita corrisponda all’importo del rischio:
Unità = R / 25 = 100 / 25 = 4.
Risultato previsto dal modello
- Con la conversione e la distanza di stop indicate, un movimento avverso di 2,5 unità di prezzo produrrebbe una perdita modellizzata vicina a 100, in linea con la regola di rischio fissa del 1%.
Limitazioni e rischi: cosa può alterare il risultato del “rischio a percentuale fissa”
Anche se l’aritmetica è corretta, diversi fattori possono alterare il rischio effettivo:
- Esecuzione e slippage: Se l’esecuzione è peggiore della relazione ipotizzata tra entrata e stop, la perdita può superare quella prevista dal modello.
- Spread e costi: Molti costi non sono inclusi nel calcolo semplificato della distanza dello stop, quindi la perdita effettiva può essere superiore.
- Gap o movimenti rapidi: In condizioni di liquidità ridotta o movimenti improvvisi, il prezzo può saltare oltre il livello di stop, causando perdite superiori a quelle previste dal modello basato sulla “distanza”.
- Variazioni del capitale prima della chiusura: Poiché il metodo utilizza il capitale al momento del dimensionamento della posizione, successivi cambiamenti del capitale possono rendere la frazione di rischio diversa da quella prevista.
- Ipotesi di conversione: L’esempio utilizza una corrispondenza fissa “profitto/perdita per movimento di prezzo per unità”. Nella pratica, questa corrispondenza dipende dalle specifiche dello strumento e dalla valuta di quotazione.
Verifica e prossima domanda da porsi
Puoi verificare autonomamente l’esempio ricalcolando tre elementi a partire dalle ipotesi indicate:
- Calcola
R = E × p. - Calcola la perdita per unità dalla distanza dello stop:
PerditaPerUnità = (conversione per movimento di prezzo) × D. - Calcola le unità:
Unità = R / PerditaPerUnità.
Una domanda utile successiva è: Gli input che utilizzi per D e la mappatura di conversione sono effettivamente coerenti con il tuo ambiente di esecuzione? Se questi input differiscono dalla realtà (ad esempio, ignori costi o slippage), la regola del rischio a percentuale fissa potrebbe non essere valida.
Per un approfondimento più completo, puoi anche confrontare questo approccio aritmetico con altri metodi di dimensionamento della posizione e verificare quali ipotesi richiedono.