Quale formula utilizza il valore del pip?

Esempi di arrotondamento, convalida e calcolo del valore del pip.

Quale formula utilizza il valore del pip?

Risposta diretta

Il valore del pip utilizza una formula che trasforma una variazione di prezzo di un pip nel guadagno o perdita in valuta del conto. L’aritmetica esatta dipende da: (1) quanto è grande un pip per lo strumento, (2) la dimensione della posizione (dimensione del contratto) e (3) se la valuta del tuo conto corrisponde alla valuta quotata della coppia o richiede una conversione.

Un punto di partenza ampiamente utilizzato è:

  • Valore del pip (in valuta quotata) = dimensione_del_pip × dimensione_contratto × (1 / scala_prezzo)

Per molte coppie valutarie principali quotate nel modo standard, si può esprimere più concretamente come:

  • Valore del pip (valuta quotata) = importo_pip × dimensione_contratto

dove importo_pip è la dimensione numerica di un pip nelle unità di prezzo della coppia. Se il tuo importo_pip si basa su una variazione di 0.0001 (per la maggior parte delle coppie a 4 decimali), allora il calcolo utilizza direttamente quella variazione di 0.0001.

Se la valuta del tuo conto non corrisponde alla valuta quotata della coppia, devi poi convertire il valore del pip risultante nella tua valuta di conto utilizzando un tasso di cambio rilevante per quella conversione.

Meccanismo o definizione

Cosa significa “valore del pip”

Un valore del pip è il valore monetario di una variazione di 1 pip nel tasso di cambio. Un pip (abbreviazione di “percentage in point”) è un’unità di variazione del prezzo comunemente usata per descrivere di quanto è cambiato il tasso di cambio.

Concetto chiave: il valore del pip dipende dalla dimensione della posizione. Una posizione più grande genera un impatto monetario maggiore per la stessa variazione di 1 pip.

Input necessari per la formula del valore del pip

Per calcolare il valore del pip, sono necessarie quantità stabili e ipotesi chiaramente definite:

  1. Dimensione del pip (importo_pip): la differenza di prezzo numerica corrispondente a 1 pip per quella coppia.
  2. Dimensione del contratto (dimensione della posizione in unità base): quante unità della valuta base rappresenta la tua posizione.
  3. Orientamento della coppia: quale valuta è base e quale è quotata.
  4. Valuta del conto vs valuta quotata: se è necessario un passaggio di conversione.
  5. Un riferimento per la conversione: se richiesta, serve il tasso di cambio rilevante al momento della valutazione.

Un modello generale pratico

Poiché i formati delle coppie variano, l’approccio più robusto è scrivere la formula in termini di una variazione di prezzo di un pip.

Sia:

  • ΔP = un pip espresso in termini di prezzo (es. 0.0001 per molte coppie a 4 decimali)
  • N = dimensione della posizione in unità di valuta base (es. numero di unità base)
  • Scala_prezzo: dipende da come l’utile/perdita della posizione è mappato tra valuta base e quotata

Una relazione concettuale comune è:

  • Impatto monetarioN × ΔP corretto per la scala tra base e quotata.

Per le convenzioni standard del mercato FX spot, un risultato semplificato comunemente usato (quando l’allineamento tra valuta del conto e valuta quotata lo rende diretto) è:

  • Valore del pip (valuta quotata) = ΔP × N

Se la dimensione del contratto è espressa in lotti, e si adotta una definizione standard in cui 1 lotto standard = 100.000 unità di valuta base, allora:

  • Valore del pip (valuta quotata) = ΔP × (dimensione_lotto × 100.000)

Se il tuo pip è definito come 0.0001, diventa:

  • Valore del pip (valuta quotata) = 0.0001 × (dimensione_lotto × 100.000)

Questo produce un valore monetario diretto nella valuta quotata secondo quelle convenzioni.

Quando la formula richiede una divisione per il prezzo

Alcune formulazioni del valore del pip includono una divisione per il tasso di cambio corrente. Questo accade quando l’impatto del pip è naturalmente espresso in una valuta diversa dalla valuta quotata, o quando il calcolo è rielaborato per esprimere il valore per unità in un’altra valuta.

Per evitare confusione tra convenzioni, considera il termine “÷ prezzo” come una conseguenza di conversione/scalatura, non come una costante universale.

In altre parole: se vedi una formula del valore del pip con un termine ÷ prezzo, di solito indica che il valore monetario è espresso in una valuta diversa da quella in cui è definito il movimento del pip.

Evidenza o esempio (con ipotesi esplicite)

Poiché hai chiesto la formula e anche esempi di convalida, ecco alcuni calcoli dimostrativi che mostrano come le ipotesi influenzino i risultati.

Esempio 1: definizione del pip a 4 decimali, valuta quotata diretta

Ipotesi

  • La coppia utilizza una convenzione di quotazione a 4 decimali dove 1 pip = 0,0001.
  • Dimensione della posizione è 1,0 lotto.
  • 1 lotto standard = 100.000 unità base.
  • Il valore del pip è espresso direttamente nella valuta quotata (quindi non è necessaria alcuna conversione valutaria).

Calcolo

  • N = 1,0 × 100.000 = 100.000
  • ΔP = 0,0001
  • Valore del pip = ΔP × N = 0,0001 × 100.000 = 10

Quindi, secondo queste convenzioni, un movimento di 1 pip vale 10 unità della valuta quotata per una posizione di 1,0 lotto standard.

Esempio 2: dimensione della posizione diversa, stessa definizione del pip

Ipotesi

  • Come nell’Esempio 1, ma la dimensione della posizione è 0,30 lotti.

Calcolo

  • N = 0,30 × 100.000 = 30.000
  • ΔP = 0,0001
  • Valore del pip = 0,0001 × 30.000 = 3

Quindi 1 pip vale 3 unità della valuta quotata secondo queste ipotesi.

Esempio 3: necessità di conversione quando la valuta del conto è diversa

Se la tua valuta di conto non è la valuta quotata della coppia, non puoi fermarti al risultato “valore del pip in valuta quotata”.

Ipotesi

  • Calcoli prima il valore del pip in valuta quotata usando un modello diretto come negli Esempi 1 o 2.
  • Poi converti quell’importo in valuta di conto usando il tasso di cambio tra valuta quotata e valuta di conto.

Schema di calcolo

  • Valore del pip (valuta di conto) = Valore del pip (valuta quotata) × Tasso di conversione

Il tasso di conversione da utilizzare deve essere quello che converte gli importi in valuta quotata nella tua valuta di conto.

Esempio 4: scelte di arrotondamento

L’arrotondamento non cambia il concetto, ma può cambiare il risultato visualizzato.

Ipotesi

  • Calcoli un valore del pip esatto con decimali.
  • La tua piattaforma/conto visualizza 2 decimali, 4 decimali o un altro formato.

Suggerimento per la convalida

  • Ricalcola prima con precisione maggiore, poi applica la stessa regola di arrotondamento che vuoi verificare.

Se arrotondi troppo presto, calcoli ripetuti possono divergere.

Limitazioni e rischi (errori significativi)

Un calcolo del valore del pip può essere errato anche se la formula è corretta, perché gli input e le definizioni potrebbero non corrispondere.

1) Definizione errata del pip

Alcuni strumenti hanno definizioni del pip diverse da 0,0001. Se assumi una dimensione_del_pip (ΔP) errata, ogni risultato successivo sarà sbagliato di un fattore costante.

2) Errori nell’orientamento della coppia

Se scambi le valute base e quotata nell’interpretazione della coppia, potresti applicare in modo errato la scalatura della dimensione del contratto o scegliere la valuta sbagliata per la conversione.

3) Mancata o errata conversione valutaria

Se la tua valuta di conto è diversa da quella in cui è espresso il valore del pip, devi includere un passaggio di conversione.

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