Errori che possono influenzare il calcolo di un pip (e come verificarli)

Errori comuni nel calcolo dei pip derivanti da assunzioni sulla conversione dei prezzi.

Errori che possono influenzare il calcolo di un pip (e come verificarli)

Cos’è un calcolo del pip?

Un calcolo del pip è un modo per esprimere la variazione del prezzo di una coppia valutaria (o di uno strumento quotato correlato) in “pip” e, se necessario, convertire tale movimento in un importo monetario.

Un pip è un’unità standardizzata di movimento del prezzo, ma la dimensione esatta del pip dipende dalla convenzione di quotazione dello strumento (ad esempio, se lo strumento utilizza uno stile a 2 o 4 decimali). Un “calcolo del pip” può significare:

  1. convertire una variazione di prezzo in un numero di pip, oppure
  2. convertire quel numero di pip in un valore espresso in una valuta di conto scelta.

Poiché entrambi i significati utilizzano input che possono variare, gli errori derivano solitamente da assunzioni errate riguardo al formato della quotazione, al prezzo utilizzato, alle specifiche contrattuali dello strumento o alla conversione valutaria.

Risposta diretta: errori comuni che influenzano i calcoli dei pip

I problemi più frequenti rientrano in quattro categorie: prezzi obsoleti, convenzioni di quotazione, assunzioni sulla dimensione del contratto e conversione valutaria.

  1. Prezzi obsoleti o non coerenti (mancata corrispondenza temporale)
    Se si calcolano i pip utilizzando un prezzo che non corrisponde allo stesso “istantanea temporale” dell’altro input (ad esempio, un lato utilizza un bid/ask precedente mentre l’altro un prezzo medio più recente), il conteggio dei pip potrebbe non essere corretto per nessuno dei due momenti.

  2. Errori nella convenzione di quotazione (decimali e definizione del pip)
    La dimensione del pip in termini di prezzo dipende da come viene quotata la coppia. Se si assume una dimensione errata del pip (ad esempio, trattare uno strumento con passo di 0.0001 come se avesse un passo di 0.01), il conteggio dei pip risulterà proporzionalmente errato.

  3. Assunzioni errate sulla dimensione del contratto e delle unità (conversione da pip a valore monetario)
    Anche se il conteggio dei pip è corretto, il valore monetario di un pip richiede assunzioni specifiche relative alle dimensioni del contratto o del lotto dello strumento. L’uso di una dimensione del contratto, di un lotto o di unità di posizione errata può alterare materialmente il valore del pip.

  4. Errori di conversione valutaria (valuta del conto vs valuta quotata)
    Per esprimere il valore del pip nella valuta del proprio conto, spesso è necessario un tasso di conversione. L’utilizzo di:

  • una coppia di conversione errata,
  • un tasso di conversione non coerente con i prezzi utilizzati per il movimento del pip, oppure
  • un tasso di conversione obsoleto può produrre un valore monetario del pip che non corrisponde allo scenario previsto.

Meccanica: come si collegano gli input

Per capire dove possono sorgere errori, è utile suddividere il calcolo del pip in fasi e dichiarare esplicitamente le assunzioni.

Fase A: Scegliere la definizione della dimensione del pip.
Scegliere la dimensione del pip appropriata alla convenzione di quotazione dello strumento. Le assunzioni devono essere esplicite: quale incremento decimale corrisponde a 1 pip.

Fase B: Determinare quali prezzi vengono confrontati.
Chiarire se la variazione di prezzo si basa su bid-to-bid, ask-to-ask o prezzo medio (mid-price). Anche senza considerare azioni di trading, mescolare bid e ask in modo non coerente modifica la differenza di prezzo effettiva.

Fase C: Calcolare il numero di pip dalla differenza di prezzo.
Il numero di pip è proporzionale alla differenza assoluta di prezzo divisa per la dimensione del pip.

Fase D: Convertire i pip in valore monetario (solo se necessario).
Il valore monetario del pip dipende dalla dimensione del contratto (il numero di unità base rappresentate per lotto o per unità di posizione) e dal modo in cui la valuta quotata si relaziona alla valuta del conto. Questa conversione richiede spesso un tasso separato.

Esempio o evidenza: piccole variazioni nelle assunzioni generano grandi differenze

Consideriamo uno strumento ipotetico quotato con una dimensione del pip di 0.0001. Se la variazione di prezzo prevista è 0.0020, allora il numero di pip è 0.0020 / 0.0001 = 20 pip.

Ora introduciamo un solo errore: assumiamo che la dimensione del pip sia 0.0010. Il numero di pip diventa 0.0020 / 0.0010 = 2 pip.

Questo mostra come un errore nella convenzione decimale possa alterare i risultati di un fattore 10.

Un secondo esempio riguarda la conversione valutaria per il valore monetario. Anche se il conteggio dei pip rimane 20, il valore del pip espresso in valuta del conto può cambiare se:

  • si utilizza un tasso di conversione diverso,
  • si utilizza un tasso di conversione non aggiornato rispetto al momento previsto,
  • si applica la conversione nella direzione errata.

Questi non sono “errori di calcolo” nella formula del pip; sono errori negli input e nelle assunzioni.

Limiti e rischi: dove la verifica può fallire

Diversi limiti possono causare confusione:

  • Incertezza temporale: senza sincronizzazione in tempo reale, qualsiasi calcolo è accurato solo quanto i prezzi e i tassi specifici utilizzati.
Il trading su forex e CFD comporta rischi significativi. Le informazioni di FoxiForex sono educative e non costituiscono consulenza finanziaria personale. I contenuti sponsorizzati sono chiaramente indicati.