Quali Dati Sono Necessari per Valutare l’Allargamento dello Spread?
Definizione di allargamento dello spread e cosa si sta effettivamente misurando
L’allargamento dello spread è l’aumento dello spread denaro-lettera (o della differenza effettiva tra i prezzi di acquisto e vendita) osservato al momento in cui un ordine potrebbe essere eseguito. Per effettuare una valutazione, è utile distinguere due concetti strettamente correlati:
- Spread quotato: lo spread visibile dall’offerta denaro e lettera mostrata dal fornitore/piattaforma.
- Spread effettivo: il costo implicito in ciò che si può effettivamente negoziare, che include l’esecuzione dell’ordine e può differire dalla quotazione visualizzata.
Poiché questi due valori differiscono, i dati minimi richiesti dipendono da quale dei due si intende valutare. Se si monitorano solo le quotazioni visualizzate, si misura l’allargamento dello spread quotato; se si monitorano operazioni effettive (o esecuzioni simulate con regole chiare), si può valutare l’allargamento dello spread effettivo.
Dati di input necessari (e le assunzioni da dichiarare)
Per valutare l’allargamento dello spread in modo autonomo, raccogliere gli input in quattro gruppi: input, provenienza, tempestività e verifiche di qualità.
1) Input (quali quantità registrare)
È necessario disporre di serie temporali o osservazioni abbinate della misura dello spread, oltre alle variabili che possono modificarlo.
Come minimo, registrare:
- Identificatori dello strumento (ad esempio, la coppia di valute) e contesto di mercato/piattaforma (come vengono ottenute le quotazioni).
- Osservazioni dello spread: denaro e lettera in ogni punto di osservazione, oppure direttamente il valore dello spread se è possibile verificarne il calcolo.
- Timestamp per ogni osservazione con gestione coerente del fuso orario.
- Contesto dell’ordine/esecuzione se si valuta lo spread effettivo: timestamp delle operazioni, prezzi di esecuzione e se le esecuzioni sono avvenute al mercato o su richiesta a limite.
Se si prevede un confronto nel tempo o tra sessioni, registrare anche:
- Indicatori di sessione di trading (ad esempio, sovrapposizioni principali) e qualsiasi raggruppamento basato sul calendario utilizzato.
- Indicatori di liquidità o volume solo se misurati insieme ai dati dello spread, con lo stesso allineamento temporale.
Assunzioni da dichiarare per ogni calcolo o esempio: l’intervallo di osservazione, il metodo di calcolo dello spread da denaro e lettera, l’eventuale normalizzazione al prezzo medio (mid-price) e il modo in cui si abbinano gli spread ai tempi di esecuzione (per lo spread effettivo).
2) Provenienza (da dove provengono i dati)
La provenienza determina se le osservazioni sono confrontabili.
Raccogliere e documentare:
- Fonte dei dati: il feed delle quotazioni, un’esportazione da piattaforma o un fornitore esterno di dati di mercato.
- Assunzioni sul comportamento del fornitore/piattaforma: se le quotazioni riflettono prezzi in streaming, ritardati o valori aggregati/derivati.
- Metodo di estrazione: se i valori sono registrati direttamente alla fonte, mediati o campionati dopo una trasformazione.
3) Tempestività (quanto i dati sono aggiornati e allineati)
L’allargamento dello spread dipende dal tempo. Per evitare di mescolare effetti di momenti diversi, è necessario:
- Timestamp esatti per ogni record di denaro, lettera o esecuzione.
- Una regola di campionamento chiara (ad esempio, “registrare ogni N millisecondi” o “registrare ogni aggiornamento della quotazione ricevuta”).
- Una finestra di abbinamento definita per lo spread effettivo (ad esempio, quanto deve essere vicino il timestamp della quotazione a quello dell’esecuzione).
Se la tempestività non è chiara, l’analisi può produrre un “allargamento” fuorviante che in realtà è un artefatto di misurazione.
4) Verifiche di qualità (se i dati sono idonei all’analisi)
Effettuare verifiche prima di trarre conclusioni.
Esempi di verifiche di qualità necessarie:
- Dati mancanti: lacune nel denaro/lettera o esecuzioni assenti; decidere se scartare o interpolare.
- Valori anomali: spread insolitamente ampi causati da quotazioni obsolete, errori del feed o eventi societari/tecnici.
- Verifiche di coerenza: confermare che denaro ≤ lettera e che i calcoli dello spread seguano sempre la stessa formula.
- Verifica dell’allineamento temporale: assicurarsi che non ci siano scostamenti sistematici tra i timestamp delle quotazioni dello spread e quelli dei record di esecuzione.
Approccio pratico con esempio: confrontare lo spread prima e durante un sospetto allargamento
Un modo pratico e non prescrittivo per valutare l’allargamento dello spread è confrontare i livelli di spread intorno ai periodi identificati come “più ampi”, utilizzando solo i dati raccolti.
Ad esempio, è possibile:
- Calcolare una statistica di riferimento dello spread per ogni strumento su una finestra precedente definita.
- Identificare finestre successive in cui lo spread è più alto secondo la regola di soglia scelta.
- Quantificare il cambiamento usando una metrica coerente (ad esempio, spread medio, spread mediano o misure basate sui percentili).
Per mantenere l’esempio significativo, è necessario dichiarare la regola di soglia e le lunghezze delle finestre e assicurarsi che non si sovrappongano in modo da distorcere i risultati.
Se si utilizza lo spread effettivo, è inoltre necessario definire regole esplicite su come vengono ottenute le esecuzioni e come la misura dello spread viene abbinata al relativo orario di quotazione. In assenza di ciò, l’“allargamento” potrebbe riflettere il comportamento di esecuzione piuttosto che cambiamenti nei prezzi.