Errori Comuni nelle Assunzioni sullo Spread
Cosa le persone sbagliano riguardo alle assunzioni sullo spread
Le assunzioni sullo spread sono semplificazioni utilizzate per stimare il costo delle transazioni nel trading con prezzi bid e ask. Un errore comune è considerare lo spread come un valore costante, anche se può variare in base alle condizioni di mercato e ai dettagli dell’esecuzione. Un altro errore è confondere dove lo spread appare nei calcoli (ad esempio, confondere uno “spread quotato” con lo “spread effettivo” che si paga effettivamente dopo tutte le frizioni di trading).
Spesso si omettono anche assunzioni importanti. Se un calcolo non specifica se si assume uno spread fisso, uno spread storico medio o un modello di costo totale, il risultato diventa difficile da interpretare e facile da sopravvalutare. Infine, a volte si attribuiscono i fallimenti a “la strategia”, quando la causa principale era una discrepanza tra i costi ipotizzati e quelli reali.
Il meccanismo: cosa è un’assunzione sullo spread (e cosa non è)
Nei mercati liquidi, si vedono tipicamente due prezzi: un bid (a quanto si può vendere) e un ask (a quanto si può comprare). Lo spread è la differenza tra questi due. Un’assunzione sullo spread è la scelta che si fa riguardo a questa differenza quando si stimano i costi in esempi, modelli o backtest.
Per utilizzare correttamente le assunzioni sullo spread, è necessario separare meccaniche stabili da fattori variabili:
- Meccaniche stabili: la struttura bid/ask e l’idea che passare da un lato all’altro comporta un costo di spread.
- Fattori variabili: se lo spread ipotizzato corrisponde effettivamente a quello che si affronterebbe al momento dell’inserimento degli ordini, e se si applicano anche altri costi.
Un’assunzione chiara sullo spread dovrebbe indicare la base di misurazione (quotato rispetto a effettivo) e l’ambito (un singolo trade, molti trade o una media su un periodo). Se il calcolo riguarda più entrate e uscite, assumere un unico valore di spread per tutto è un altro malinteso frequente.
Evidenze ed esempi di modalità comuni di errore
Consideriamo uno scenario semplice di posizione lunga in cui si “entra” vicino al prezzo ask e si “esce” vicino al prezzo bid. Se l’assunzione sullo spread è, ad esempio, un valore stretto che raramente si verifica effettivamente durante il trading, il modello sottostima il costo. La conseguenza è che le soglie di pareggio si spostano: i profitti stimati possono trasformarsi in perdite non appena lo spread effettivo reale risulta più ampio.
Un secondo esempio è il backtesting con dati storici bid/ask trattati come se fossero sempre negoziabili nei momenti ipotizzati. Anche quando le quotazioni storiche sembrano coerenti, l’esecuzione può differire. Se le assunzioni ignorano lo slippage o la qualità dell’esecuzione degli ordini, i risultati possono risultare sistematicamente troppo ottimistici.
Una terza modalità di errore è mescolare lo spread con altri costi. Commissioni, finanziamenti o costi di conversione (se applicabili) possono essere separati dallo spread. Se si include solo lo spread ma si ignorano altre spese, il costo stimato della transazione è incompleto. Se invece si considerano tutte le spese come “spread”, si può comunque fraintendere la causa delle differenze tra stime e risultati effettivi.
Limitazioni e rischi materiali nelle assunzioni sullo spread
Le assunzioni sullo spread sono utili per scopi didattici e stime approssimative, ma hanno dei limiti. Ecco alcune limitazioni comuni da considerare:
- Lo spread può cambiare: tempistica e liquidità possono far sì che lo spread reale sia superiore al valore ipotizzato.
- Le assunzioni possono essere incoerenti: lo spread quotato potrebbe non corrispondere al costo effettivo dopo l’esecuzione.
- L’esecuzione introduce incertezza: dimensione dell’ordine, velocità ed esecuzione degli ordini possono modificare i costi.
- Le relazioni storiche non garantiscono risultati futuri: gli spread o le correlazioni passati non assicurano lo stesso comportamento in futuro.
Un approccio pratico per la verifica è elencare esplicitamente ogni componente di costo utilizzato nel calcolo e verificare se lo spread ipotizzato corrisponde alla stessa definizione usata nei dati o nell’esempio in uso. Se le definizioni differiscono, i risultati potrebbero non essere comparabili.
Come verificare autonomamente le tue assunzioni sullo spread
Inizia con una checklist neutrale:
- Definisci lo spread nel tuo calcolo: differenza bid-ask quotata o costo effettivo realizzato.
- Specifica l’ambito dell’assunzione: singolo trade, più trade o media.
- Includi altre frizioni che il tuo modello attualmente ignora (qualità dell’esecuzione, commissioni e eventuali altre spese o finanziamenti rilevanti per lo scenario).
- Verifica la sensibilità: riesegui la stima utilizzando un intervallo di valori plausibili di spread e osserva come cambiano le conclusioni.